GLI ULTIMI POLITEISTI DEL PAKISTAN

Nella parte Nord occidentale dell’odierno Pakistan, sperduta tra valli profonde strozzate al confine con l’Afghanistan, vivono i Kalash.

E’ una fiera comunità di irriducibili animisti e politeisti, in un’area fortemente islamizzata e con rischio perenne di radicalizzazione (gli stessi Kalash temono l’arrivo dei talebani ad esempio). I Kalash, secondo alcuni studi effettuati, sarebbero geneticamente imparentati con gli europei e persino i loro dialetti sono di origine indoeuropea, come per molte etnie della regione, come i Pashtun e i Punjabi. Una convinzione antica vuole che siano discendenti delle gloriose armate macedoni. Come sempre, ogni qualvolta si trovino nell’area popolazioni dalle caratteristiche somatiche e fisiche particolari, (come ad esempio la pelle e gli occhi più chiari)) si ama ricondurle come discendenza alle armate disperse di Alessandro Magno.

Molto più semplicemente non dobbiamo dimentichiamo che, dall’Iran all’India, sono molte le popolazioni di orgine indoeuropea in quest’area dell’Asia. Spesso lo dimentichiamo perché non riusciamo a prescindere (nella nostra approssimazione mentale) il colore della pelle dalle caratterstiche somatiche e linguistiche che invece dicono molto di più di un popolo.

Bambina Kalash

Il fatto che i Kalash si trovino in un’area di così alta tensione geopolitica e religiosa sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza della loro straordinaria cultura. Sono considerati infedeli dai mussulmani che li circondano e vi è un costante tentativo di esercitare su di loro coercizione politica e ideologica, con il risultato che molti si convertona all’Islam o lasciano la loro terra per raggiungere Islamabbad e la megalopoli di Karachi.

Sono rimasti in poche migliaia in una paese di 180 milioni di abitanti! Occorrerebbe a mio avviso che antropologi e ricercatori si recassero nei villaggi Kalash per trascrivere la loro cultura, leggende e religione (I kalash non conoscono la scrittura e tramandano tutto oralmente) afinché non vada persa una preziosissima comunità, tassello unico, in questa regione, del mosaico della biodiversità umana e culturale, che vede vivere da millenni assieme Pashtun, Kirgisi, Azeri, Turkmeni, Punjabi, Sindhi e decine di altre etnie.

Paolo Maggioni Conte

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