Il marchio della Bestia

Di Paolo Maggioni Conte

Introduzione

Viviamo in un’epoca dove la tecnica applicata a tutti i settori della società e sviluppi tecnologici e scientifici mai visti in così poco tempo, suggerirebbero che ci trovassimo in un’era di imperativo razionale. 

Invece ad ogni crisi, che sia economica, politica, sociale e da ultimo sanitaria (Covid-19), riemergono antichi spettri e paure che con il razionale hanno davvero poco a che vedere.  Anzi, possiamo dire che le derive settarie e religiose, i movimenti esoterici e le correnti occultistiche e complottistiche, impazzano come forse mai era accaduto nella storia.

Il paradosso di una civiltà che manda alta tecnologia su Marte ma è, al tempo stesso, scientificamente analfabeta nella gran maggioranza della sua popolazione. L’Apocalisse di San Giovanni è uno degli esempi di temi ricorrenti che, in tempi di crisi epocale come questa, riaffiorano sotto forma di incredibili superstizioni e luoghi comuni, generando disinformazione e attese millenaristiche senza alcun fondamento. 

Usare razionalità e scienza su temi come l’Apocalisse, significa applicare gli stessi criteri di ragionamento epistemologico, necessario per qualsiasi fatto umano che si basi sullo studio e la conoscenza. Ma naturalmente, non lo fa nessuno. Anche in campo religioso c’è ormai una relazione inversamente proporzionale tra la rinuncia all’approfondimento teologico e l’aumento dei fondamentalismi in tutto il mondo. 

Penso che non sia la religione la causa prima dei fondamentalismi, come a torto pensano molti, ma è la sua ignoranza dal punto di vista teologico.

Il business dell’Apocalisse

Credo sia capitato a tutti, almeno una volta, di imbattersi su internet in video e testi che parlano dell’Apocalisse che cercano di stabilire una relazione terrificante tra i fatti che ci circondano e la fine dei tempi descritta nella bibbia e culminante, per i cristiani, con il Nuovo Testamento e l’ultimo suo libro, l’Apocalisse di San Giovanni.

Quelli di maggior successo mediatico sono quelli delle correnti New-Age (per usare un termine ormai molto semplificativo del fenomeno). Ci sono poi quelle sincretiche, che mescolano differenti profezie che non hanno nulla a vedere le une con le altre. Infine, quelle delle chiese e delle sette degli ultimi giorni che nascono un po’ dappertutto e conoscono un enorme successo in America, ma anche in Africa.

L’Apocalisse è divenuta un business letterario e cinematografico. Per banali esigenze di tipo narrativo ed editoriale, la parola stessa è diventata sinonimo di catastrofe (quando in greco significa semplicemente Rivelazione) e si è voluto confondere la fine del Vangelo con la fine del mondo.

La profezia dei maya sul 2012

Ricordate le profezie dei Maya? Quelle secondo cui il ciclo del loro calendario si sarebbe concluso (in base a calcoli teorici) in corrispondenza alla nostra era, in particolare il 21 dicembre 2012? Si ipotizzò che fosse il segnale della fine del mondo. Per i Maya, invece, segnava semplicemente il passaggio ad una nuova era di fondamentali trasformazioni, non necessariamente negative. Comunque, se avete in mente quella profezia ricorderete che almeno 4 anni prima del famoso 21 dicembre 2012, si cominciarono a pubblicare tonnellate di libri terrificanti sulla fine incombente. Esempi ridicoli furono, l’arrivo del pianeta Nibiru teorizzato da Sitchin, l’inversione dei poli magnetici, in gigantesco maremoto, il Big One di Los Angeles, passando per la morte in massa degli uccelli e la terza guerra mondiale. Se pensate che siano solo sciocchezze andate a vedere il numero di articoli presenti su Google su questi argomenti. Nell’esempio del pianeta Nibiru, dovete  sapere che alcuni astrofili (non astronomi) scandagliarono veramente il cielo in cerca del famoso pianeta fantasma. L’attesa ansiogena del 2012 provocò un’ondata di psicosi collettiva, specie nei più suggestionabili.

Hollywood non poté fare a meno di impossessarsi dell’argomento per sfornare film, come il celebre 2012, che ebbero il record di incassi. Capite perché parliamo di puro  Business? Poi, arrivò la data fatidica in cui non successe un bel c…(beep) di nulla! E il capodanno del 2012 trascorse nell’indifferenza generale, come sempre. Tutti quei libri spazzatura di matrice esoterica scritti sull’argomento (equivalenti a 3 milioni di ettari di foresta) vennero accantonati e dimenticati, i film degradati a filmacci catastrofici e nessuno toccò mai più l’argomento. Quello che accadde con la profezia dei Maya potrebbe essere usato come paradigma per tutto quello che avviene oggi con l’Apocalisse di San Giovanni.

Con l’apocalisse biblica, invece, gli editori e produttori cinematografici hanno a disposizione una fonte inconfutabile di teorie e scenari: Non c’è una data di scadenza,  non c’è una data prevista per la fine. In altre parole, l’apocalisse potrebbe avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi modo. Questa imprevedibilità la rende perfetta per ogni manipolazione. Il paradosso è che non potendo essere contestualizzata in termini temporali, finché non avverrà, i manipolatori si divertiranno a prevederla senza smentite. L’apocalisse è divenuta una miniera inesauribile e incensurabile di teorie e previsioni…e di business.

Eppure Gesù (visto che viene tirato in ballo), parla in modo non si può più esplicito riguardo alla data della fine dei tempi e quindi al suo ritorno:

State attenti che non si abusi di Voi! perché molti verranno in mio nome e diranno: “Sono io il Cristo”, e ne inganneranno molti,. Udirete parlare di guerre e rumori di guerre. Non allarmatevi perché occorre che ciò accada, ma non sarà ancora la fine. In effetti nazione sorgerà contro nazione e regno contro regno. Ci saranno qua e là carestie e terremoti. Comincerà allora il dolore del parto…I falsi profeti sorgeranno numerosi e abuseranno di molti…Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Quanto alla data di quel giorno, e alla sua ora, vi dico che nessuno lo sa, né gli angeli dei cieli, nemmeno il Figlio (Gesù), solo il Padre sa quando accadranno queste cose.

Matteo Capitolo 24

Preso nota? Nessuno lo sa, nemmeno Gesù, chiaro? Eppure l’editoria, continua a stampare milioni di titoli all’anno sull’argomento, cercando nel meteorite di turno, nell’innalzamento del livello del mare o nella “comparsa” dei pesci nel Mar Morto (per citare tre esempi), la fine imminente.

La scienza fa il suo lavoro ma a che serve nel caso dell’Apocalisse?

Ci sono teorie accreditate teologicamente e scientificamente che hanno stabilito una relazione storica tra i fatti narrati nell’Apocalisse e l’epoca in cui ha vissuto San Giovanni. Egli venne esiliato a Patmos sotto l’imperatore Domiziano, ma si pensa che le prime parti del testo possano essere state scritte sotto Nerone (prima del 70 d.C.). I testi sarebbero quindi antichissimi, di soli 3 o 4 decenni posteriori alla morte di Cristo. E’ come se io scrivessi oggi pensando ai fatti riguardanti Ernesto Che Guevara! Comunque sono anni di grande tribolazione sia per il mondo giudaico, con la distruzione del Tempio di Gerusalemme del 70 d.C. (Giuseppe Flavio parla, nelle sue cronache, di un numero complessivo dei prigionieri catturati durante l’intera guerra di 97.000 e i morti pari a 1.100.000), che per quello nascente cristiano, sottoposto a persecuzioni miranti a spazzarlo via dalla storia prima che si potesse diffondere. Come sappiamo, la storia è andata in un altro modo. Non stupiamoci quindi se, come ci ricordano teologi e storici, i toni dell’Apocalisse siano così conturbanti. San Giovanni è esiliato a Patmos (isola ai tempi desolata e impervia e da cui secondo la tradizione scrisse l’Apocalisse confinato in una grotta) e la sua comunità è in pericolo, impaurita e dispersa. Roma di lì ad un paio di generazioni raggiungerà l’apice della sua potenza culturale e territoriale. Dalla Britannia alla Giudea, nulla si muove e si vende che Roma non voglia. Questo è il contesto.

L’apocalisse è un libro dall’incredibile potenza simbolica ed è lo specchio di una comunità (quella cristiana) e di una guida apostolica (San Giovanni), in un ‘epoca travagliata e inquieta (viene da dire: “altro che la pace di Augusto!”). E’ un uomo solo, indignato e timoroso che la fiamma di Cristo possa spegnersi a soli pochi anni dalla sua morte. Teme che i fedeli stiano cominciando a dubitare della resurrezione stessa. Il libro andrebbe visto (credo che storici e teologi concordino su questo) come un monito e una esortazione in chiave criptica, ai fedeli delle sette chiese. Un appello a perseverare e resistere, confidando nella promessa: Il ritorno di Cristo e il giudizio finale.

Come possiamo intuire, quando sono scienziati o teologi ad occuparsi dell’Apocalisse, tutto assume un altro colore e dimensione, rispetto al quadro dipinto dai ciarlatani dell’occulto o della New-Age.

Eppure nell’era dell’efficienza tecnica e della tecnologia, le superstizioni e le derive settarie non hanno mai conosciuto tanta popolarità. La spiegazione sta, a mio modesto parere, nel fatto che, a mano a mano che aumentano le scoperte scientifiche volte a determinare il come delle cose, aumentano proporzionalmente le incertezze sul loro perché. 

Ma chi è la Bestia e che cos’è il marchio della Bestia nell’Apocalisse?

San Giovanni scrive, guidato dall’angelo:

Albrecht DürerIl mostro marino e la Bestia con il corno dell’agnello.

La vidi sorgere dal mare con sette teste e dieci corna, e sulle corna dieci diademi et sulle teste titoli blasfemi. La bestia che vidi somigliava ad una pantera, con zampe come quelle di un orso et le fauci come quella di un leone; e il dragone le trasmise la sua potenza e il suo trono e un potere immenso.

San Giovanni

Questo estratto rende subito evidente la complessa simbologia delle immagini e richiederebbe anni di studi teologici e semiologici per essere compreso appieno. Solo chi è in malafede, può decidere di utilizzare testi così complessi per infantili rappresentazioni narrative. La descrizione della bestia continua così:

Una delle sue teste pareva ferita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita; allora, meravigliata, la terra intera seguì la Bestia. Ci si prosternava davanti al dragone perché aveva dato il potere alla bestia e si ripeteva: “Chi eguaglia la Bestia e chi può sconfiggerla?”

Gli si diede di proferire parole di orgoglio e di bestemmia contro Dio e gli abitanti del cielo.

Un passo decisivo  che ci spiega chi sia la Bestia, secondo me, si ha al capitolo 13 -11:

Poi vidi sorgere dalla terra un’altra Bestia; aveva due corna come un agnello, ma parlava come un dragone. Al servizio della prima Bestia, ne stabilì ovunque il potere, portando la terra e i suoi abitanti a adorare la prima Bestia la cui piaga fu guarita. Essa compì prodigi stupefacenti: fino a far scendere, davanti agli occhi di tutto, il fuoco…Attraverso le sue manovre (macchinazioni), tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, si faranno marchiare sulla mano destra o sulla fronte, e nessuno potrà più vendere o comprare a meno che non sia marchiato con il nome della Bestia o con le cifre del suo nome. Ed è qui che occorre finezza! Che l’uomo dotato di spirito calcoli la cifra della Bestia, è un numero d’uomo: il suo numero è 666.

Questi versetti sono spaventosi, non c’è dubbio. Farebbero venire gli incubi a chiunque. San Giovanni però, non intendeva affatto spaventare (in ogni caso i cristiani non avrebbero potuto esserlo di più a quei tempi), ma esortare ed ammonire i cristiani sull’ora grave per lo spirito. Utilizzando il linguaggio criptico delle visioni parla ai rappresentanti delle chiese (le sette chiese) che quel linguaggio potevano comprenderlo e trasmetterlo alle proprie comunità (non dimentichiamo mai che le masse erano analfabete).

Nella bibbia che possiedo, ad esempio, si scrive che la Bestia che sorge dal mare è il Mar Mediterraneo e l’Impero Romano che ha dominio su tutte le sponde, che rappresenta le forze ostili e persecutorie. Tiene il suo potere da Satana.

E ancora: la Bestia che sorge dalla terra cela l’Asia, che al servizio della Prima Bestia (Roma), personifica i falsi profeti.

Poi: la cifra della Bestia, è un numero d’uomo: il suo numero è 666 . Il numero è spiegato dal fatto che poiché il numero di un nome è il totale delle sue lettere, il 666 sarebbe Cesare-Nerone o Cesare-Dio.

Albrecht Dürer i quattro cavalieri dell’Apocalisse

Mi fermo qui. Avete comunque compreso la complessità della semantica apocalittica. Quello delle due Bestie e del Dragone sono solo alcune delle potenti immagini dell’Apocalisse. Ci sono altre visioni che le precedono (assai terrificanti, diciamolo ancora una volta). Una di queste è l’apertura dei sette sigilli (anche se nella bibbia si dice rottura perché i sigilli erano allora in terra cotta e così si enfatizza al tempo stesso la dirompenza del momento) e i 4 cavalieri dell’apocalisse. Io ho scelto di soffermarmi sul Marchio della Bestia.

Cosa c’entrerebbe il marchio della Bestia con il nostro presente?

Il marchio della Bestia, almeno per i credenti, può avere un significato molto importante. Non certo quello che i tessitori di Fake News dall’esito catastrofico si divertono a ordire.

Partendo dal testo citato sopra: 

attraverso le sue manovretuttipiccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, si faranno marchiare sulla mano destra o sulla fronte, e nessuno potrà più vendere o comprare a meno che non sia marchiato con il nome della Bestia o con le cifre del suo nome,

molti impostori hanno voluto vedere fantomatiche regie occulte che si nasconderebbero dietro la rivoluzione della tecnologia digitale e dell’ingegneria genetica.

Facciamo due esempi eclatanti:

1. Cospirazione tecnologica e economico-finanziaria:

Qualche  anno fa, quando iniziò la conversione virtuale della moneta cartacea, molti vollero vedere il Marchio della Bestia (solo chi ne è provvisto può vendere o comprare) nelle grandi società finanziarie che avrebbero reso schiavi gli uomini, costringendoli ad effettuare tutte le transazioni attraverso i loro circuiti virtuali. Furono accusate le carte di credito (che mediamente si tengono con la destra), i finanziamenti per l’acquisto di beni e potremmo continuare. Fino ad arrivare ai Bit Coin. Con l’era degli Smart Phone, qualcuno si spinse a ipotizzare che il marchio sulla mano destra o sulla fronte, fosse il telefonino da cui ormai siamo sorvegliati e facciamo tutto. Sempre nell’ambito di speculazioni di questo tipo, c’è poi quella che teorizza l’imminente impianto di microchip nella mano destra o nella testa (questi marchi somigliano decisamente di più a un marchio rispetto allo Smartphone). Chi dovesse essere sprovvisto di microchip, sempre secondo loro, non avrebbe più accesso ai servizi e alle attività economiche per vivere. Terrificante vero?

2. Cospirazione di ingegneria genetica:

E’ la più interessante alla luce dell’attualità. E’ sorta in concomitanza (anche se ha avuto dei precedenti) con un fenomeno partito nel marzo del 2020: avete capito di cosa parliamo vero? Si, Covid-19. Molti di voi avranno notato che, in questi 13 mesi, sono girate voci insistenti secondo le quali, i vaccini di nuova generazione che stanno per somministrare a tutti (o quasi), conterrebbero nano tecnologia per controllare le nostre coscienze e la nostra volontà. Ci sarebbe da ridere, ma queste bislacche teorie hanno attecchito in molti. Alcuni esperti non escludono che alcuni stiano rifiutando (specie tra i credenti) di vaccinarsi per paura di divenire complice dello scenario apocalittico (in questo caso la tecnologia del vaccino diretta dalla Bestia). In questo terrificante scenario, tutti gli essere umani finirebbero per essere assoggettati. Ridiamo pure, se volete, ma la cosa è molto seria, sia dal punto di vista scientifico che da quello spirituale. Attraverso un’infantile e rozza manipolazione dei testi, si è potuto far credere (ai creduloni del villaggio, diciamo anche questo) che, tra i numerosi prodigi che avrebbe compiuto la Bestia per irretire gli uomini, ci sarebbe stato quello di compiere miracoli sulla salute (Il vaccino).

Se le cose stanno così (lo dico con ironia), chiedo che mi vengano immediatamente rimossi tutti i microchip che mi sono stati iniettati da piccolo per immunizzarmi contro le sette malattie infantili (per giocare con un numero della Bibbia). E come la penserebbe la generazione colpita dalla Poliomielite che, grazie al vaccino, ha potuto risparmiarla ai propri figli?

Conclusione

Ciò che rende insopportabili e ridicole le teorie esoteriche sull’Apocalisse è che eludono (ovviamente per ignoranza)  il vero messaggio dell’Apocalisse, poco spendibile commercialmente: l’attesa del giorno del giudizio, la Parusia, con la quale Gesù, tornerà sulla terra per giudicare i vivi e i morti. L’apocalisse non si chiude con il rendering folle di catastrofi ma così:

Poi vidi un cielo nuovo, una terra nuova, perché e il cielo e la terra di prima non c’erano più e di mare non c’è n’è più. E vidi la città Santa, Gerusalemme Nuova, discendere dal cielo, da Dio. Ecco la dimora di Dio con gli uomini. Dimorerà con loro…Asciugherà le lacrime dagli occhi: di morti non ce ne saranno più, né pianti, né grida e pene perché il vecchio mondo sarà passato.

Apocalisse, Capitolo 21; 1-4

Un messaggio che si rivolge a coloro che non trovano consolazione per il male che lascia impotenti e apparentemente sconfitti.

Lo ritengo un libro profetico (una rivelazione appunto) non per le sventure di cui sembra portatore ma per il nostro oggi, anzi soprattutto per oggi. Ha a che fare con l’uomo nella sua interezza animale e spirituale, e non con ponti che crollano (i simboli ricordate?). Se volessi vederlo oggi alla luce di quei simboli lo vedrei come l’avverarsi della discordia generalizzata dell’uomo, in una specie di un’inquietante accelerazione della storia (che percepiamo ma non sappiamo spiegare a parole). Abbiamo la sensazione di correre, malgrado noi,  verso una deriva materialista che anteponga la superiorità dell’uomo a Dio o, per chi non crede, alla natura e a tutto il suo creato. E allora il Marchio della Bestia, potrebbe essere l’omologazione dell’umanità verso un raffreddamento dei cuori (l’indifferenza), in cui tutti finiranno per pensare le stesse cose, fare le stesse cose, comprare e vendere le stesse cose. Un’entropia dell’animo umano. Come scritto in Matteo:

A seguito dell’iniquità crescente, l’amore si raffredderà in molti, ma colui che avrà resistito fino alla fine, costui sarà salvo.

nel Capitolo 24; 12

Nella conferenza di un teologo protestante (e non sono il diavolo, sono cristiani come noi) ho sentito affermare che  il Marchio della Bestia potrebbe essere rappresentato allegoricamente dalla Globalizzazione (strumentalizzata come sempre da complottisti con il nome di Nuovo Ordine Mondiale). Mai come oggi, in effetti, si è diffuso su così vasta scala il messaggio del primato mercantilista dell’uomo sull’uomo e il suo inesorabile asservimento a tecniche e tecnologie che “renderanno” praticamente impossibile a chiunque sottrarvisi e agire secondo coscienza (e non parlo di No vax ovviamente!).

Il marchio della bestia potrebbe trovarsi forse anche nella rete mondiale della pedofilia? O perché no, nell’ondata di aggressività e violenza sempre più ingiustificate? Negli imperi del male che avversano libertà e democrazia? A questa stregua non finiremmo più e faremmo la fine dell’entomologo che studiando ossessivamente gli insetti finisce per sviluppare una psicosi. Lo scopo del testo di San Giovanni è molto più alto, sia nei suoi contenuti che nei suoi scopi. Non cerchiamo ossessivamente i segni nel presente, ma conserviamo uno sano dubbio accompagnato da letture serie.

L’apocalisse rimane comunque un bel monito per tutti noi, credenti e non credenti.

Arrivederci!

Paolo Maggioni Conte

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