Sophie Scholl – La Rosa Bianca

Un film che occorrerebbe proiettare nelle scuole medie e superiori. L’insopportabile persecuzione ed esecuzione di una ragazza di soli 21 anni, finita nel sistema giudiziario più feroce e sanguinario che la storia abbia conosciuto nel 20esimo secolo. Apparteneva al movimento di resistenza non violenta e anti-nazista della “Rosa Bianca. Verrà scoperta, per aver distribuito volantini antirazzisti di nascosto, all’università e sui mi mezzi pubblici. Arrestata, sarà sottoposta a crudeli e sfinenti interrogatori della Gestapo. Passerà poi, assieme al fratello Hans e l’amico Christoph Probst, sotto la gogna umiliante e assordante del tribunale del “giudice” Roland Freisler, per poi venire ghigliottinata, assieme a loro, il 22 febbraio 1943. Non tradiranno mai i loro compagni di lotta.

Nel film domina un’atmosfera tetra, marziale e crepuscolare, con un senso di oppressione claustrofobica. Tutto è pervaso dalla cultura del sospetto, da un regime spietato e onnisciente, ben descritto in romanzi come 1984 da George Orwell. Un film che ferma i nodi in gola. Da leggere l’omonimo libro su Sophie Scholl, La Rosa Bianca, che ripercorre attraverso i diari e le lettere di Sophie, la sua incredibilità maturità, il suo sentimento nei confronti della vita e della realtà spietata che la circonda. Pagine di raro amore, speranza e passione per l’esistenza, quali si sono viste raramente in un’epoca che è stata il laboratorio per lo sviluppo di una tecnica al servizio dell’alienazione (in senso fisico e morale) di massa, presagio di tutte le tragedie del XX secolo.

Traudl Junge, classe 1920, era una tra le ultime segretarie private di Adolf Hitler. in un una serie di preziose interviste allinterno di un documentario L’angolo buio del 2000, firmato da Melissa Müller, André Heller e Othmar Schmiderer (uno spezzone compare al termine del film La caduta, gli ultimi giorni di Hitler che riportiamo qui sotto), affermerà:

Traudl Junge, morì di cancro l’11 febbraio del 2002, Il giorno dopo la prima proiezione di del documentario.

In contrapposizione alla maggior parte delle ragazze della sua epoca, cresciute sotto il regime nazista, Sophie Scholl, affermerà in carcere, prima della sua esecuzione:

“Come possiamo aspettarci che la giustizia prevalga quando non c’è quasi nessuno disposto a dare se stesso individualmente per una giusta causa? È una giornata di sole così bella, e devo andare, ma che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate e suscitate all’azione?”

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