Sotto le porte di Mariupol

Tu Ucraina! Ucraina offesa, Sotto le porte di Mariupol langui, Così come tra le tue mura esangui, Dove vivi e morti uniti giacciono, Tra obici e cingoli che mai tacciono. Come Eschilo, vedo la polvere funesta, Di un nuovo esercito che avanza, Per eliminare tutto ciò che resta, dispiegando la sua spietata mattanza, Può laContinua a leggere “Sotto le porte di Mariupol”

La canzone per Kalief Browder

Ho scritto questo poema ispirandomi al caso di Kalief Browder (uscito su Netflix con il titolo ” Time, The Kalief Browder story) finito nel 2010 per tre anni nell’inferno carcerario di Rikers Island. Una volta fuori, non riuscendo a superare il trauma e la violenza della carcerazione, si è tolto la vita il 6 giugnoContinua a leggere “La canzone per Kalief Browder”

Lazzaro perduto

Una storia di immigrazione Dedico questo mio poema ai migranti messicani e di altri paesi centramericani e latinoamericani che cercano di oltrepassare il muro e le frontiere tra Messico, Arizona, Nuovo Messico e Texas. Secondo le stime ufficiali sono migliaia i migranti dispersi e morti di sete o di stenti nelle zone aride di confineContinua a leggere “Lazzaro perduto”

Canto di Marte

Di Paolo Maggioni Conte Guardate anche il video! Vengo da Marte, ne sono convinto, perché non mi spiego lo strano tormento, di chi di una patria aliena si sente l’esule e senza motivo prova sgomento, per una casa così lontana e flebile. Marte gelido e siderale, eppure rosso calore, che abbaglio in quel finto tepore,Continua a leggere “Canto di Marte”

WOODY GUTRIE – IL SENTIERO DI FERRO

THIS MACHINE KILLS THE FASCISTS Dedico questo mia prosa a Woody Guthrie, il primo vero menestrello del XX Secolo: Evoca, Woody Guthrie, con le tue corde vocali, materializza con le dita strumentali, quelle facce e quei ritornelli d’altri tempi, di una moltitudine che per un soldo al giorno, piantava a suon di mazza, traversine, metallo eContinua a leggere “WOODY GUTRIE – IL SENTIERO DI FERRO”

L’ombra di una luce

Ho compreso che è inutile cercar lo splendore, nell’apparenza di cose che sono vago bagliore dell’astro sotto cui si compiono nefandezze, gli occhi sono ingannati dalla percezione che cerca luce come un ubriaco senza nome, e scarta le ombre di più reali amarezze. Basta! ci sarà pure un luogo esistente, dove il mesto e anticoContinua a leggere “L’ombra di una luce”

LA FISICA DEI SENTIMENTI

Le azioni materiali su foreste cedue scorrono,Non vi sono più germogli a catturare le loro intenzioni,Il dio Crono le divora tuttenella brutale sequenza del loro accadimento;Nulla di esse si compie,senza che il tempo si infranga nell’inerzia di nuove.Corrono veloci ed in forma espansa, invecele azioni dello spirito e dei sentimenti,eteree scivolano e si dileguanotra leContinua a leggere “LA FISICA DEI SENTIMENTI”

I MOTI INQUIETI DELL’ANIMO UMANO

I moti dell’animo umano,alle fonti sotterranee dello spirito,si specchiano, ma non si riconoscono,come veloci volute di vapore costretto,si dileguano sulle onde sinuose di un’aria instabile,quanto la loro indole. Essi sono, ora, qui, e men si vedono,più forte è il loro grido nascosto.Come spettri aventi perso il senno,sferzano la buia collina del cuore.Come figli reprobi, cheContinua a leggere “I MOTI INQUIETI DELL’ANIMO UMANO”

I SEI FIGLI DI MAGDA GOEBBELS

Come ombre al carbone, le vostre vite, su pareti di cemento armato giacciono,  nelle catacombe dell’odiato bunker riecheggiano, mentre fuori le foglie di maggio sono già rinsecchite Le ultime  pallottole sibilano inferocite in quel cortile spoglio di umana misericordia  dove la follia e la potenza di fuoco riunite,  si sono sposate nell’ultima danza balorda.  O miei piccoli, in quella Berlino di maggio  farcita di fragori e di fuoco, foste avvelenati,  per sfuggire alla stellaContinua a leggere “I SEI FIGLI DI MAGDA GOEBBELS”

POEMA ONIRICO SULLA FINE DEL MONDO

Dedico questo poema a Percy Bysshe Shelley e alla sua potente lirica che ispira le mie visioni. Vagai su sentieri dal sole estivo riarsi,sovrastanti valli e prati smeraldini di argento e luce finemente cosparsi,tra ruscelli e rivoli abbacinantiche borbottan quieti ma sfavillanti. E’ un regno di voli aquilini,e di aguzzi sipari erculeiche s’ammassan come scaliniall’imbrunire diContinua a leggere “POEMA ONIRICO SULLA FINE DEL MONDO”